Riassunto delle puntate precedenti
Devo decidermi a finire quel cavolo di client, così magari scrivo un po’ più spesso…
Domenica
Domenica scorsa si è tenuto il primo meeting domenicale dell’Orsetto Psichedelico, consistente in un pranzo in un agriturismo piuttosto rustico (leggi: galline e oce libere nel cortile) sperduto tra i colli del prosecco, seguito da passeggiata e giretto in macchina nei sentieri tra le vigne — normalmente usati solo dai contadini — per raggiungere un’osteria che poi è risultata chiusa per ristrutturazione (tutto l’Orsetto condivide la speranza che non diventi anche questa un’hostaria con l’acca, come va di moda ultimamente).
Mi spiace ma non mi è consentito rivelare dettagli sull’Orsetto. L’Orsetto esiste e basta.
Mercoledì
Sveglia all’alba e partenza in direzione Trento per assistere alla discussione della tesi di laurea in giurisrudenza di Elisa.
Viaggio in auto un po’ stressante per la paura di non arrivare in tempo, infatti ho dovuto parcheggiare io la macchina di Davide mentre lui accompagnava Elisa sul patibolo.
La discussione è andata bene, si è sbloccata subito e la commissione sembrava soddisfatta con profusione di sorrisi e segni di approvazione vari. All’uscita la attendevano le sue compagne con papiro e vestito da Wonder Woman (seguiranno foto, le ho dimenticate a casa). Fortunatamente per lei i genitori si sono allontanati prima della parte interessante del papiro, ma io ho fatto in tempo a prendere una sberla dalla mamma (che conoscevo in quel momento) quando ho chiesto “è fredda l’acqua della fontana?”
Dopo un ottimo e più che abbondante buffet la giornata si è conclusa a casa di Elisa con gli ultimi reduci.
Venerdì
Luuuunga serata. Solito inizio al Time con qualche spritz, rimaniamo in quattro (Nat, Raffy, Noce e Mic) e decidiamo di andare a mangiare messicano. Dopo l’Agua Caliente raggiungiamo Rudy ed Elena in centro, aspettiamo che ci buttino fuori dall’Interno7 e ci spostiamo al Players.
Aspettare l’orario di chiusura del Players è un po’ troppo (non ho mai capito a che ora chiude) quindi verso le sei ci avviamo… ancora un po’ e non mi sarebbe servito accendere i fari dell’auto…
Sabato
Sveglia poco dopo le nove da parte di una mamma “innervosita” per l’ora di ritorno. Come ogni sabato ho passato la mattinata con Ale, stavolta abbiamo imparato a togliere le scarpine: per quaranta minuti circa io le mettevo e lui le toglieva, poi un po’ di aereo tra il salotto e la cucina e infine pranzo dopo aver messo via i giochi sparsi in giro (comincia a diventare un po’ stronzetto e a volte non fa più quello che gli dici se non fai il serio).
C’era in programma un giro in moto con Chris, ma il tempo non era d’accordo. Rinviato alla prossima settimana, così magari viene pure il grande Pier.
Serata a festeggiare Elisa al Peroni a Castelfranco, almeno una trentina di persone, la metà amici di vecchia data, gli altri compagni di università di lei più le due ragazze che vivevano con lei a Maastricht, con le quali ho aprofittato per mettere alla prova il mio inglese, che ne è uscito decisamente bene, tanto che non mi volevano credere quando ho spiegato loro che l’ho imparato da solo leggendo libri, guardando film e ascoltando canzoni. Buon cibo per l’autostima :-)
All’inizio della serata non stavo molto bene, un po’ di mal di stomaco che ho risolto rapidamente con un po’ di cola (io odio la cola, ma non so perché mi tenta lo stesso berla). Anche Gloria seduta vicino a me non stava molto bene, ma con le la cura non ha funzionato…
Non mi è piaciuto molto vedere la tavolata divisa in due, con un gruppo di persone che non si mescolavano alle altre per far festa. Ormai li dovrei conoscere, so come son fatti, però…
Finale un po’ strano: le persone che mi avevano accompagnato fin lì sono andate via senza avvertirmi. Credevo si fossero semplicemente dimenticati di me, è già successo quindi non mi sono preoccupato, mi ha solo fatto ridere.
Domenica
È stupendo dopo tanto tempo svegliarsi riposati e soddisfatti, guardare l’ora e rendersi conto di aver dormito dodici ore consecutive (mamma non era in casa ovviamente).
Unico problema, Luca ed Elisa mi avevano chiamato per un giro a Venezia, ma prendevano il treno mezz’ora dopo il mio risveglio. Scarsissime possibilità di riuscita nell’impresa, quindi ho lasciato perdere in partenza e ho deciso di aspettarli per cena.
A cena siamo andati di nuovo a Castelfranco con le due ragazze di Maastricht (In realtà sono una inglese e una tedesca di origine coreana. I nomi me li ricordo, ma uno dei due non so come si scrive, quindi evitiamo). Serata tranquillina, chiacchere e risate a sentir Davide che parla in inglese.
Sulla via del ritorno Luca mi svela la motivazione dello strano finale della sera prima: avevo detto qualcosa che aveva offeso qualcuno, quindi si sono dimenticati di me di proposito… preferisco evitare di ripetere quello che è successo qualche mese fa quindi mando subito un messaggio di spiegazione (che non ha ricevuto risposta… pazienza). Non ho ancora capito bene l’interpretazione negativa che è stata data alle mie parole, ma ho preferito chiarire lo stesso senza discutere.
Lunedì
Continua il lavoro un po’ triste…. L’alternativa che sto tenendo da parte mi tenta sempre di più.